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L'attodelbradipo

Liberamente tratto da: "Come non lo sai? "  di Michele Perriera

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Regia: Marco Monfredini

Costumi: Roberta Di Martino

Scene:Roberta Di Martino, Marco Monfredini, Fabio  Palazzolo

Con: Elena Astone, Gianfranco Franzoni, Roberta Lepore, Marco Lorenzelli, Alfredo Merolli, Marco Monfredini, Fabio Maria Palazzolo, Nunzio Valente.

 

Il Bradipo è una specie di scimmia. Lento come nessun altro mammifero. E’ innocuo, vive a lungo e non capisce abbastanza per soffrire. Si ciba di una o due foglie al giorno e ha bisogno solo di un ramo per aggrapparsi al mondo.

 

I sentimenti debbono essere ingabbiati e repressi e solo apponendo una X sulla fronte, ad ognuno sarà concesso di uscire dal palcoscenico, dal palazzo, essere ignorati e forse, trasformarsi in un Bradipo.
Fabio Maria Palazzolo

 

 
 
Quattro attori sono seduti ad un tavolo e mangiano in attesa di andare in scena, ma dai loro discorsi si apprende che non si trovano in un probabile presente, né in un verosimile futuro. Tutto avviene al di fuori della realtà, almeno dalla realtà che crediamo ragionevolmente di vivere. Un cavaliere di pietra registra ogni parola e ogni gesto degli attori dall’alto di una tartaruga e due occhi incombono da un monitor eternamente acceso…. Le rivelazioni di un personaggio assai singolare, Mandrake, forniscono degli spunti di riflessione….
 
 
 
Note
Niente e nessuno sfugge al grande burattinaio. Chi? Come non lo sai? Ma si, il burattinaio, i burattinai, grandi o piccoli….quello che a volte chiamiamo: "Potere", "Sistema", i più incantati, a volte, "Dio"….
In una metafora grottesca, "Egli" o "Esso", fate voi, è qui rappresentato nella sua sede ideale: un Palazzo sotterraneo "sede di un eterno carnevale". Qual’ è il motivo per cui questi attori sono costretti a recitare in questo claustrofobico e noto Palazzo che è già teatro di per se? E da CHI?…. Come non lo sai? Tutti, attori e non, presto o tardi, lo imparano. Spesso tardi, cioè dopo che è già avvenuta la metamorfosi ….La condizione di questi attori, obbligati a recitare davanti ad un pubblico minimo, amorfo e incapace di emozioni vere, diventa metafora sociale. L’uomo comune, il Pubblico, è diventato di pietra e chi sta meglio è un piccolo Bradipo. ….. Beato lui che non capisce nulla!Eterno carnevale sono il teatro e la società. "Recitare" uguale: parlare, agire, vivere secondo regole normali; "essere attori" (un certo tipo di attori) diventa metafora di un certo modo di vivere. Gli attori-individui agiscono secondo stereotipi sempre più vincolanti che avviluppano le idee e riducono parola, gesti ed emozioni, a dei puri atti formali e esteriori. A pochi interessa scavare dietro una maschera, ascoltare l’altro; capire COSA e soprattutto CHI si nasconde dietro una professione o un apparenza…. Il rischio personale di questa ricerca è molto alto. La condizione dell’attore è la nostra condizione di individui, il Teatro in cui si muove, è la nostra Società.

Le fotografie di questo sito, ove non espressamente specificato, sono di Fabio Maria Palazzolo© FMP

Ultimo aggiornamento 08-Lug-2007