SPRIGIO'NA'TI

Prima versione studio

Testo e regia Marco Monfredini

con la collaborazione di P.P.Pasolini, G.Parise, A. Dorfman e cantautori vari...

Scenografie in vetro realizzate da:

VETROMAX di M.Cannistraro Str.Provinciale Torino Faule (CN)

tel. 3357079203

 

Con:

Virginia Cerqua, Irene Cerrone, Enrico Di Rosa, Andrea Fardella, Lilith Minisi, Raffaele Palazzo, Sabino Sciotti.

Lo spettacolo indaga l'animalità e la psicologia del rapporto uomo - donna.

Le relazioni si dipanano sotto plurimi livelli di comunicazione. Un livello carnale, istintivo e incontrollabile e un livello psicologico, razionale e riflessivo.

Cosa succede quando ne prevale uno rispetto ad un altro? I legami s'intessono di piccoli e grandi rapporti di forza che hanno come risultato: torture psicologiche.

Ne siamo tutti ogni giorno vittime e carnefici, consapevoli e inconsapevoli.

Un uomo, una donna in un luogo austero, buio, claustrofobico . Dialogano con parole spezzate, i corpi sibilanti sembrano scucirsi per cercare uno spiraglio di uscita. Vivono e rivivono attraverso le immagini, il loro presente - passato. Immagini di gioie e dolori, di avvicinamenti e distanze che si alternano come una curva sinusoidale impazzita. Il loro rapporto è oramai logoro. Né la quotidianità, né l'assenza di amore ne sono la causa. Le perversioni nascono da livelli inconsci che la mente crea per ripararsi dalla morte di ciò che ci circonda. La paura genera perversione, la sicurezza genera perversione. Particolari incroci di perversioni tra due esseri generano ulteriori perversioni, che si manifestano con modalità inaspettate e il più delle volte nascoste.

Piccole azioni quotidiane ingabbiano la coscienza più di grandi dimostrazioni plateali. Nella ritualità si costruisce una comunicazione fatta di gesti e parole che possono imprigionare dentro un labirinto di giochi di forza. “Ho ragione io o hai ragione tu?” La ricerca della ragione e del torto impone all'immaginario di trovare strade in grado di orientare i propri pensieri per uscirne vincitori o perlomeno illesi.

Lei e la sua parte razionale e irrazionale, lui e la sua parte irrazionale e razionale. Le singole parti si incrociano provocando conseguenze che costruiscono o distruggono il rapporto. Cosa succede in quel particolare istante quando la parte Irrazionale di lui incontra la parte Irrazionale di lei? E che succede quando la parte Razionale di lei cerca di dialogare con la parte Irrazionale di lui? O quando il Razionale di entrambi si confronta? Ogni incontro provoca “risultati” diversi. Il corpo deve arrivare fino al limite delle proprie sensazioni. La mente trova la propria utilità nel contenere e nel fermarsi un passo prima della distruzione. Se l'amore porta sofferenza è amore? E l'ostinazione è amore? L'amore può portare alla separazione?

L'uomo e la donna s'imprigionano e si sprigionano in/da sottili gabbie della mente giocando una partita senza vincitori né vinti. Può bastare la consapevolezza per pronunciare la parola fine?

Dalla perversione si può uscire con la perversione?

Il lavoro associa una struttura drammaturgica basata su un linguaggio arido e ambiguo a immagini di piccole e grandi torture fisiche che rafforzano concretamente il concetto più aereo di tortura psicologica. Una violenza fisica è percepita in maniera molto più scioccante rispetto ad una psicologica, anche se spesso quest'ultima lascia segni permanenti, seppur meno visibili.

In scena un attore e un'attrice affiancati dalla loro parte razionale e irrazionale rappresentata da due attori e due attrici . Attraverso i diversi incroci di queste quattro fisicità, il dialogo e la gestualità dell'uomo e della donna prenderanno forma e tesseranno la trama dello spettacolo.

Foto di scena

 

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Le fotografie di questo sito, ove non espressamente specificato, sono di Fabio Maria Palazzolo© FMP Ultimo aggiornamento 25-Mag-2007