Collaborazioni

Foto Marco Monfredini

Foto Fabio Palazzolo


Foto Fabio Palazzolo

Foto Fabio Palazzolo

Foto Fabio Palazzolo


Un film che si svolge in sei situazioni parallele, dove i personaggi principali sono

Imparentati dall'impossibilità di realizzare la propria vocazione.

Artisti tramutati in altro: disadattati, snaturati dalla quotidianità del bisogno economico o dall'incomunicabilità con il mondo. Si battono per un'opportunità comunicativa come altri farebbero per il pane quotidiano.

Lo spettacolo teatrale che dà il titolo al film suggerisce una soluzione:

Sospendersi con le corde che ci limitano, usandole come sostegno per un movimento nuovo...

 

Regia

Alessandro Borrelli

 

Interpreti


Fabio Maria Palazzolo, Nicoletta Bertorelli, Stefano Lescovelli, Laura Borghino, Oreste Valente, Luca Simoncello, Luigi Cecchetti, Marco Monfredini, Sonia Pastrovicchio, Marco Cardona, Gianfranco Franzoni, Francesco Oberto Tarena, Claudia Novaretto , Pierluigi Massoglia, Ilario Cattaneo .

e con la partecipazione di
Barbara Uccelli (coreografia “Epoché”) e Simona Barbera (voce)

 

 

Produzione


Alessandro Borrelli per
“La Sarraz” Cinematografica
Marzo 2000/ Ottobre 2001
Italia

Luoghi delle riprese:
Torino, Ivrea (TO), Drubiaglio (TO), Montaldo Dora (TO), Borgomanero (NO), Portovenere (SP)

“Epoché – Sospensione”
2001 - 96 minuti
Super16// 35millimetri, colore - B/N
Pellicola: FUJICOLOR 250asa I. / E. – 500asa – KODAK BN 250asa
Mezzi di ripresa: AATON XL
Ottiche: NIKON
fiction

Soggetto
Alessandro Borrelli

Sceneggiatura
Alessandro Borrelli
con la partecipazione di Fabio Palazzolo

Segretaria di Edizione
Carola Altissimo

Direttore della fotografia
Alex Looff

Montaggio
Alessandro Borrelli

Suono
(in presa diretta)
Mirko GuerraDavide Vavalà
Vito Martinelli

Montaggio del suono
Ezio Perardi

Disegni e trucco
Eligio Bercic

LINK AL SITO del film

 

http://www.lasarraz.com/epoche/

 

 

 

 

 

 

 


 


Foto:

Marco

Monfredini

 

Ogni Luogo è il Centro del Mondo

Regia

Patrizia Besantini , Marco Monfredini 

Con

Nathalie Bernardi, Silvia Bologna , Melania Coppola, Laura Graziani, Giuliano Contardo, Riccardo Maffiotti, Patrizia Meneghello 

Scene: Marco Monfredini con la collaborazione di Fabio Andreotti 

Progetto luci: Marco Monfredini 

Fonica: Patrizia Besantini

Musiche: Circo Diatonico, Last of Mohicans, U2, Whisky trail, Zecchino d'oro 

Organizzazione: Emanuela Arena, Giuliano Contardo

Note dal centro del mondo:

Lo spettacolo nasce da un progetto dell' Ecomuseo del Basso Monferrato riguardante la valorizzazione della memoria immateriale dei luoghi dell'Astigiano. Nasce dall'idea di chiamare degli artisti, nella fattispecie di teatro, per farli soggiornare sul territorio al fine di reinterpretare in forma artistica la loro esperienza diretta. Gli attori hanno svolto un laboratorio in sinergia con il territorio, la natura e l'ambiente rurale urbano ospitato da un'azienda agrituristica ai piedi della cava dove è stato svolto lo spettacolo.

L'obiettivo è stato di trasformare in performance fisico/gestuale/sonora dati etnografici attraverso un lavoro di ricerca su memorie, miti, figure storico/leggendarie del territorio e della gente del Basso Monferrato Astigiano. Il ritmo del lavoro è stato scandito dall'alternarsi di momenti di laboratorio attorale fisico e pedagogico a momenti in cui il gruppo di artisti si è posto in relazione con il territorio interagendo attivamente con esso, attraverso:
sopralluoghi, percorsi, itinerari guidati, indagini sul campo e soprattutto incontri con esperti, operatori, artisti, artigiani e abitanti del luogo che hanno messo la loro esperienza e le loro conoscenze (il loro "fare") al servizio degli artisti. I materiali emersi sono stati poi rielaborati da un punto di vista performativo e ricomposti in una partitura scenica/gestuale/sonora in modo tale da condurre lo spettatore attraverso sentieri vecchi e nuovi della memoria.

Da qui è nato

Ogni luogo è il centro del mondo

“Io sono uno spaventapasseri. Non conosco altro luogo che la valle e il mio campo. La notte guardo le stelle e canto. Una volta però sono andato in paese e ho visto gli uomini…” Il rapporto con la terra, la natura, le persone, gli odori, i rumori è stato il vestito di un popolo di spaventapasseri. La drammaturgia si snoda sui rapporti che si vengono a creare dalla vita –non vita di queste creature tipicamente rurali, ma vive e ricche della loro memoria tradizionalistica. Gli spaventapasseri sono alla ricerca della propria anima.Anima che “ è in cielo, ma scende sopra campo solo per poco tempo. Con anima potrete cominciare a vivere veramente. Anima serve per completarvi. Senza anima non tutto è possibile per voi. Anima muove gambe ferme nella terra, anima da voce ai pensieri… ”Queste sono le parole del loro creatore che li guida affettivamente e furbescamente attraverso il loro percorso di conoscenza che diventerà successivamente liberazione.Il cerchio continua a vorticare tra il tessuto di desideri, paure, momenti di difficoltà, momenti di gioco degli spaventapasseri che cercano di portare lo spettatore a contatto con la propria intimità.“Gli uomini hanno le braccia e le gambe sempre funzionanti e possono ripararsi dal sole e dalla pioggia…e poi possono abbracciare chi amano…io non posso. Certo che sono proprio fortunati gli umani, chissà se sanno di essere fortunati…” Il desiderio più forte diventa incontrare questi curiosi e famigerati umani.Ma il loro creatore li mette in guardia dai suoi simili, anche se sa che non può più contenere la loro curiosità. Sa che sta per perderli.“…il paese è terra cotta, ghiaia, sabbia e acqua schiacciate insieme. Paese è mura e rumore. Il paese è uomo. Li non vi capiranno in molti. Parecchi vi giudicheranno senza sapere chi siete. Ci sarà chi riderà di voi, ma non per giocare…”Dopo una dimensione di rito arriverà il momento della separazione dal noto verso l'ignoto, della trasformazione, dell'incontro, della comunione per costruire un nuovo “CENTRO DEL MONDO”. Il cerchio si chiuderà ma si riaprirà immediatamente in un nuovo percorso…circolare.Ma comunque ricordatevi che il vero protagonista è il maiale.

Compagnia:

Il gruppo di lavoro si forma per la prima volta in questo contesto. E' formato da persone con esperienze artistiche di vario genere (teatro, danza, musica, scrittura…) che si sono unite per lavorare al progetto sottoforma di stage - laboratorio sul territorio.Il gruppo viene guidato da Patrizia Besantini , mimo danzattrice e Marco Monfredini regista – attore della compagnia Anticamera ANTICAMERA Teatro. Il progetto verrà presentato verso altri ecomusei ed enti operanti sul territorio e può essere riproposto e arricchito come valorizzazione di qualsiasi territorio, vista la sua modalità.

Per contatti e informazioni più dettagliate:

Marco Monfredini 3381328275 – marcomonfredini@yahoo.it

Patrizia Besantini 3402864836 – patriziabesantini@virgilio.it

www.arteoltre.it

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COMUNE DI MONTALTO DORA - FONDAZIONE ADRIANO OLIVETTI - TEC CRIAC TRAVAIL & CULTURE

THE LIVING THEATRE

Giovedi 1 Giugno 2000

Anfiteatro Burbatti - Montalto Dora (To)

" MYSTERIES AND SMALLER PIECES" 

 

 

realizzato alla conclusione di un laboratorio 

diretto da Judith Malina e Hanon Reznikov

 

con:

Sara Bertelà, Sophie Boissiere, Francesco Bono, Viridiana Casali, Manuela Celestino, Sara Corzetto, Vanessa Corzetto, Antonietta Cuomo, Paola Fior, Marta Gallo, Fabio Irato, Roberta Liberale, Damiano Madia, Esther Mollo, Marco Monfredini, Rossella Musetti, Manuela Naldini, Francesco Oberto Tarena, Sergio Pace, Fabio Palazzolo, Andrea Pasquino, Sonia Pastrovicchio, Valentina Picco, Francesca Rizzotti, Alice Rohrwacher, Paola Stella, Silvia Vecchini, Oreste Valente.

Con l'introduzione del Prof. Francesco Vazzoler

Direzione Tecnica : Gennaro Cerlino


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È un viaggio alla ricerca dei propri “descansos”.
Zone morte o semplicemente zone addormentate.
Un cammino nelle stanze dei ricordi in cui si sono
accumulate macerie, rottami, dolori antichi.

Un canto nel silenzio accompagna un gruppo di
“numeri” che arrivano dai loro mondi a popolare uno
spazio. Esseri come pesci in un acquario che vedono
il mondo attraverso un vetro. Bisognosi di qualunque
cosa gli venga buttata nel recinto. Aspettano. Cosa?
Un soffio forse per rompere le catene e smettere di
essere semplicemente numeri.
E l'attesa racconta un sentire.

Autori lontani e vicini come E. Dickinson, C. Pinkola
Estès ci hanno parlato.

 

Chiazze blue

Nel Blue mi ero quasi perduto

Tu chi sei, perché non parli?

Ti raggiungo in un battere di ciglia

 

PRODUZIONE

FESTIVAL DI

PORTOVENERE 2000

 

Alla pagina Produzioni di Liberamente Unico trovi le

Foto di scena di Fabio Palazzolo

Liberamente Unico

IO E BLUE

A cura di Barbara Altissimo

con la collaborazione di Mirella Scabini

Scene e costumi: Roberta Di Martino

Luci: Massimo Vesco

Fonica: Antonio Masiello

 

Con:

Ilario Cattaneo , Salvatore Di Martino, Manuela Macco, Pierluigi Massoglia, Marco Monfredini, Francesco Oberto Tarena, Sergio Pace, Fabio Palazzolo, Camilla Pasetto, Valentina Picco , Paola Roscioli, , Barbara Uccelli.

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Le fotografie di questo sito, ove non espressamente specificato, sono di Fabio Maria Palazzolo© FMP

Ultimo aggiornamento 25-Mar-2007